Un potenziale cliente sta per chiamarti, un fornitore sta per firmare, un candidato sta per presentarsi a colloquio. Prima di farlo, quasi tutti compiono lo stesso gesto: scrivono il tuo nome, o quello della tua azienda, su Google. Che cosa trovano?
Fai la prova tu stesso
Apri una finestra in incognito, così i risultati sono meno influenzati dalla tua cronologia. Cerca in sequenza:
- Il nome e cognome del titolare.
- Il nome dell'azienda da solo.
- Il nome dell'azienda con la città.
- Il nome dell'azienda con parole come «recensioni» oppure «opinioni».
Guarda con attenzione la prima pagina. Fai attenzione anche alla sezione con le immagini e alle notizie.
Che cosa devi trovare
- Il tuo sito ai primi posti, con informazioni aggiornate.
- La scheda Google dell'attività, con orari, foto, contatti corretti.
- Profili social e professionali curati, a partire dal profilo LinkedIn del titolare.
- Opinioni recenti di clienti reali e risposte del titolare.
- Articoli o interviste che raccontano chi sei.
Cosa fare se il quadro non è soddisfacente
- Correggi ciò che dipende da te. Indirizzi vecchi, orari sbagliati, vecchi profili abbandonati: aggiornali o chiudili.
- Cura la scheda Google. È spesso la prima cosa che si vede: lo spiego in ../consigli/scheda-google-attivita-come-compilarla.html.
- Pubblica contenuti tuoi. Una pagina «Chi siamo» ben fatta, come in ../consigli/come-scrivere-pagina-chi-siamo.html, e articoli che mostrano la tua competenza.
- Cura il profilo del titolare. Foto professionale, descrizione chiara, attività recenti.
- Rispondi alle opinioni. Anche una sola risposta garbata cambia la percezione di chi legge.
Gli errori più comuni
- Pensare che «tanto i clienti non cercano»: lo fanno, soprattutto per decisioni importanti.
- Lasciare profili vecchi con informazioni non più vere.
- Mescolare profilo personale e profilo professionale senza attenzione a ciò che è pubblico.
- Aspettarsi di cancellare un risultato sgradito: in generale non dipende da te, conviene far emergere contenuti migliori.
Un esempio concreto
Un'impresa edile partecipa a una gara. Il responsabile dell'ente cerca il nome del titolare e trova un sito fermo da anni, una scheda con il telefono sbagliato e un profilo social senza foto. Non è una colpa grave, ma comunica trascuratezza. Con poche ore di lavoro ordinato, la stessa ricerca può mostrare un sito aggiornato, una scheda corretta e un profilo professionale credibile. È il biglietto da visita che nessuno vede, ma che tutti controllano.
Un controllo da ripetere
Fissa un appuntamento ogni tanto, ad esempio all'inizio di ogni stagione, per ripetere le quattro ricerche. Annota che cosa è cambiato, che cosa va aggiornato e chi se ne occupa. Chiedi anche a un amico o a un cliente di fiducia di cercarti e di dirti che impressione ha avuto: uno sguardo esterno coglie ciò che tu, abituato a vedere la tua attività ogni giorno, non noti più.
La soluzione che resta in azienda
Controllare una volta non basta: i risultati cambiano. Con i team di Pagine Sì! costruiamo una presenza ordinata e coerente: un sito aggiornato, una scheda Google curata, un profilo LinkedIn aziendale e, quando serve, articoli e interviste. È un patrimonio che resta in azienda e racconta chi sei a chi ti cerca, senza promesse di posizioni garantite.