Ivan CarcassiConsulente marketing
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Siti web · 8 ottobre 2026 · 5 min di lettura

Landing page: cos'è, quando serve e come farla funzionare

Il sito racconta tutta l'azienda. Una landing page fa una cosa sola: accoglie chi arriva da una campagna e lo porta a compiere un'azione precisa. È spesso la differenza tra una campagna che porta clic e una che porta richieste.

Cos'è, in pratica

È una pagina costruita per una singola offerta e un singolo pubblico: «sostituzione infissi a Modena con sopralluogo gratuito», non «tutti i nostri prodotti». Chi arriva da un annuncio trova esattamente quello che l'annuncio prometteva.

Quando serve

  • Quando fai pubblicità su Google, sui social o in streaming e vuoi misurare quanti contatti porta ogni campagna.
  • Quando lanci un prodotto, una promozione o un evento con una scadenza.
  • Quando il sito è generico e non ha una pagina adatta all'offerta che stai spingendo.

Gli elementi che la fanno funzionare

  1. Un titolo che ripete la promessa dell'annuncio, con le stesse parole.
  2. Cosa ottiene il cliente, in tre o quattro punti chiari.
  3. Le prove: recensioni vere, anni di esperienza, foto reali, certificazioni.
  4. Un solo invito all'azione, ripetuto: chiama, compila, prenota.
  5. Un modulo breve: chiedi solo quello che ti serve per richiamare.
  6. Velocità e smartphone: la maggior parte dei clic arriva dal telefono.

Cosa evitare

Il menu completo del sito, troppi link che portano altrove, testi generici, moduli con dieci campi obbligatori. Ogni distrazione è un contatto in meno.

Come misurarla

Ogni landing page deve avere il suo tracciamento delle conversioni: quante visite, quante richieste, da quale campagna. Così si capisce se il problema è la pagina o il traffico che arriva.

In sintesi

Una landing page non sostituisce il sito: lo completa quando c'è una campagna da far rendere. Ne parlo anche nella pagina sui siti web e su Google Ads.

Guida pubblicata il 8 ottobre 2026. Indicazioni di metodo: ogni azienda va valutata nel suo contesto.