Landing page: cos'è, quando serve e come farla funzionare
Il sito racconta tutta l'azienda. Una landing page fa una cosa sola: accoglie chi arriva da una campagna e lo porta a compiere un'azione precisa. È spesso la differenza tra una campagna che porta clic e una che porta richieste.
Cos'è, in pratica
È una pagina costruita per una singola offerta e un singolo pubblico: «sostituzione infissi a Modena con sopralluogo gratuito», non «tutti i nostri prodotti». Chi arriva da un annuncio trova esattamente quello che l'annuncio prometteva.
Quando serve
- Quando fai pubblicità su Google, sui social o in streaming e vuoi misurare quanti contatti porta ogni campagna.
- Quando lanci un prodotto, una promozione o un evento con una scadenza.
- Quando il sito è generico e non ha una pagina adatta all'offerta che stai spingendo.
Gli elementi che la fanno funzionare
- Un titolo che ripete la promessa dell'annuncio, con le stesse parole.
- Cosa ottiene il cliente, in tre o quattro punti chiari.
- Le prove: recensioni vere, anni di esperienza, foto reali, certificazioni.
- Un solo invito all'azione, ripetuto: chiama, compila, prenota.
- Un modulo breve: chiedi solo quello che ti serve per richiamare.
- Velocità e smartphone: la maggior parte dei clic arriva dal telefono.
Cosa evitare
Il menu completo del sito, troppi link che portano altrove, testi generici, moduli con dieci campi obbligatori. Ogni distrazione è un contatto in meno.
Come misurarla
Ogni landing page deve avere il suo tracciamento delle conversioni: quante visite, quante richieste, da quale campagna. Così si capisce se il problema è la pagina o il traffico che arriva.
In sintesi
Una landing page non sostituisce il sito: lo completa quando c'è una campagna da far rendere. Ne parlo anche nella pagina sui siti web e su Google Ads.
Guida pubblicata il 8 ottobre 2026. Indicazioni di metodo: ogni azienda va valutata nel suo contesto.