Quando senti parlare di «SEO», «lead» o «funnel» ti sembra che parlino un'altra lingua? Non sei il solo. Il marketing digitale è pieno di parole inglesi che rendono tutto più difficile del necessario. Qui trovi le principali, spiegate con parole di tutti i giorni. Tienile a portata di mano: la prossima volta che un fornitore le usa, saprai di cosa sta parlando.
Farsi trovare
- SEO. Sono tutte le cose che si fanno perché il tuo sito compaia tra i risultati «normali» di Google, quelli non a pagamento. Pensa a rendere il sito chiaro e utile, così Google lo capisce e lo propone a chi cerca cose come le tue. Richiede tempo.
- SEM. È il modo di comparire sui motori di ricerca pagando. Si paga uno spazio a inizio pagina, di solito per ogni persona che clicca. Si parla anche di «campagne» o «annunci».
- Parola chiave. È ciò che una persona scrive su Google quando cerca qualcosa, per esempio «idraulico vicino a me». Conoscere le parole che usano i tuoi clienti aiuta a scrivere meglio il sito.
- Scheda Google. È la «carta d'identità» della tua attività che appare su Google e sulle mappe: indirizzo, orari, telefono, foto, recensioni.
- Directory. Sono elenchi online di attività, come un grande elenco telefonico su internet.
Far arrivare le persone
- Traffico. Sono le visite al tuo sito: quante persone ci entrano e da dove arrivano.
- Annuncio, o «ads». È una pubblicità a pagamento, su Google o sui social.
- CTR. Sta per «tasso di clic». Dice quante persone, tra quelle che vedono un annuncio, ci cliccano sopra. Se è basso, l'annuncio probabilmente non attira.
- Social. Piattaforme come Instagram, Facebook, LinkedIn o TikTok, dove le persone si informano e seguono le attività.
- Piano editoriale. È il calendario di cosa pubblicare e quando, così non improvvisi ogni volta.
Trasformare le visite in clienti
- Landing page. È una pagina pensata per una sola cosa, per esempio fissare un appuntamento o chiedere un preventivo. Chi ci arriva deve capire subito cosa fare. Approfondisci in quando serve una landing page.
- Lead. È una persona che ti ha lasciato i suoi dati perché interessata a ciò che offri. In pratica, un possibile cliente che si è fatto avanti.
- Conversione. È il momento in cui un visitatore compie l'azione che vuoi: telefona, compila il modulo, prenota, compra.
- Funnel. Significa «imbuto». È il percorso che fa una persona dal primo contatto con te fino all'acquisto: all'inizio ti scopre, poi ti valuta, infine sceglie. Ogni passaggio perde qualcuno per strada, per questo conviene sistemarli uno alla volta.
- Preventivo, o «richiesta di contatto». È il modo più comune con cui un lead diventa cliente: per questo il modulo deve essere semplice. Vedi anche come fare un modulo di contatto che funziona.
Non perdere chi è già passato
- Remarketing. Sono annunci mostrati a chi ha già visitato il tuo sito, per ricordargli che esisti. Ne parla questo consiglio.
- Newsletter. È un messaggio inviato per email a chi ha scelto di riceverlo.
- Fidelizzazione. Sono le cose che fai perché un cliente torni da te.
Capire se funziona
- Analytics. Sono gli strumenti che misurano le visite al sito e cosa fanno i visitatori.
- Report. È il riepilogo, periodico, di cosa è successo.
- Brand, o «marchio». È il nome e l'immagine con cui ti riconoscono; la reputazione che si costruisce nel tempo.
Come usare questo glossario
Quando un fornitore ti propone qualcosa, fatti spiegare ogni parola e chiedi: «A cosa serve, nel mio caso? Come capisco se ha funzionato?». Se non sa rispondere in modo semplice, forse non ha capito bene neppure lui.
Il primo passo, fatto bene
Capire le parole è già mezza strada. L'altra metà è avere qualcuno che le traduce in azioni utili per la tua attività. Con i team di Pagine Sì! spiego ogni scelta in modo chiaro e costruisco solo ciò che ti serve, partendo da una consulenza di marketing e, quando è il momento, da strumenti che restano in azienda, come quelli che trovi in questa pagina.