Hai aperto la tua attività, hai sistemato il locale o l'ufficio, hai i primi clienti in mente. Poi qualcuno ti dice: «Ma sei online?». E tu non sai nemmeno cosa vuol dire, davvero, «essere online». Respira: non serve fare tutto subito. Serve fare le poche cose giuste, nell'ordine giusto.
Cosa significa «essere online»
Vuol dire una cosa semplice: quando una persona prende il telefono e cerca il nome della tua attività, o cerca ciò che vendi nella tua zona, deve trovare qualcosa di chiaro, corretto e che ispiri fiducia. Niente di più. Non servono effetti speciali né decine di profili.
La checklist minima del primo giorno
Ti propongo sei cose. Se le hai tutte, sei già avanti rispetto a molte attività che esistono da anni.
- Un nome scritto sempre allo stesso modo. Scegli come si scrive il nome dell'attività (maiuscole, accenti, abbreviazioni) e usalo ovunque. Sembra un dettaglio, ma è la base di tutto il resto.
- Un indirizzo email con il tuo nome. Meglio un indirizzo che finisce con il nome della tua attività, invece di uno personale gratuito. Ne parliamo in questo consiglio.
- Una scheda su Google. È la «carta d'identità» della tua attività che compare quando qualcuno ti cerca: indirizzo, orari, telefono, foto. È gratuita e si compila da soli. Trovi la guida in come compilare la scheda Google.
- Un numero di telefono a cui rispondi davvero. Se possibile, anche un numero WhatsApp. Se un cliente non riesce a contattarti in pochi secondi, passa al prossimo.
- Una pagina dove spiegare chi sei e cosa fai. Può essere un sito semplice, anche di poche pagine. Deve dire che cosa offri, dove sei e come ti si contatta.
- Un solo profilo social, quello giusto. Non quattro. Uno solo, che riesci ad aggiornare con costanza.
Cosa puoi rimandare
Per ora puoi lasciare da parte la pubblicità a pagamento, i video, il negozio online, le newsletter, le applicazioni. Sono strumenti utili, ma servono quando le basi funzionano. Mettere un tetto prima delle fondamenta non aiuta nessuno.
Gli errori più comuni di chi parte
- Aprire molti profili social e abbandonarli dopo due settimane.
- Usare il numero di telefono personale senza accorgersi di non rispondere quando si è impegnati con un cliente.
- Scrivere l'indirizzo in modo diverso su ogni sito.
- Rimandare la scheda Google «perché tanto è un dettaglio»: è invece la prima cosa che vede chi ti cerca da telefono.
- Affidarsi a un conoscente che «sa fare i siti» senza chiarire chi sarà il proprietario di che cosa.
Una verifica da fare oggi
Prendi il telefono e cerca il nome della tua attività. Poi cerca ciò che fai insieme alla tua città. Guarda cosa compare e chiediti: se fossi un cliente che non ti conosce, capirei chi sono e come contattarmi? Se la risposta è «non del tutto», hai appena scoperto da dove partire.
Il primo passo, fatto bene
Fare da soli i primi passi è un ottimo inizio e ti insegna come funziona. Ma una cosa è un tentativo, un'altra è una base che resta di tua proprietà e cresce con te. Con i team di Pagine Sì! aiuto chi parte da zero a costruire proprio questa base: un sito pensato per chi ti cerca, una scheda Google curata e un nome di sito e un'email con il tuo marchio. Sono strumenti che restano in azienda, anche quando cambiano i collaboratori o le mode del momento. Se vuoi, ne parliamo con calma, senza fretta e senza paroloni.