Un cliente ti dice: «Ti ho trovato su un grande marketplace, ma preferivo comprare da voi». Un altro: «Sul vostro sito non ci sono mai arrivato». La domanda è sempre la stessa: conviene vendere sul proprio sito, sui marketplace o ovunque?
I marketplace: cosa offrono
Sono grandi vetrine dove i clienti vanno già a cercare e comprare. Per chi inizia, i vantaggi sono evidenti:
- un pubblico già presente, senza doverlo costruire;
- un sistema di pagamento e di fiducia già pronto;
- una gestione degli ordini in parte guidata.
I limiti, però, sono altrettanto concreti: la piattaforma stabilisce regole, commissioni e condizioni, i clienti restano suoi più che tuoi, e sullo stesso prodotto sei confrontato con molti concorrenti, spesso solo sul prezzo. Le condizioni cambiano da piattaforma a piattaforma: verificale sempre prima di iniziare.
Il proprio sito: cosa offre
- il controllo su immagine, prezzi, offerte e regole;
- i dati dei clienti, che puoi ricontattare nel rispetto della normativa;
- la possibilità di raccontare chi sei e perché dovrebbero scegliere te;
- un patrimonio che resta tuo nel tempo.
Il limite è che i clienti devi portarli tu: con ricerche su Google, pubblicità, social, email e passaparola.
Come decidere, in quattro domande
- Il tuo prodotto è conosciuto e confrontabile? Se sì, il marketplace può essere un buon canale. Se è particolare, artigianale o di nicchia, il sito racconta meglio il valore.
- Hai margini per sostenere le commissioni? Fai i conti con calma, includendo spedizioni, resi e tempo di gestione.
- Puoi gestire gli ordini con regolarità? I marketplace chiedono tempi e standard precisi.
- Vuoi costruire una clientela tua? Se sì, il sito è la base.
Una strada realistica per molte PMI
Spesso funziona un percorso a tappe: il sito come casa dell'azienda, dove si racconta il marchio e si raccolgono i clienti fedeli; uno o due marketplace come vetrine aggiuntive per i prodotti più adatti. In questo modo il marketplace porta nuovi clienti, e il sito li trasforma in clienti abituali.
Gli errori più comuni
- Affidarsi solo a una piattaforma, senza un sito proprio.
- Non conoscere i costi reali per ogni vendita.
- Gestire magazzino e prezzi separatamente su ogni canale.
Prima di aprire, leggi anche quando aprire un e-commerce.
Un esempio pratico
Un produttore di salumi tipici può vendere alcuni prodotti base su un marketplace per farsi conoscere, e dedicare al proprio sito le confezioni regalo, le degustazioni e gli abbonamenti, dove il racconto dell'azienda fa la differenza. Chi compra la prima volta sul marketplace può scoprire il sito, iscriversi alla newsletter e tornare a comprare direttamente, nel rispetto delle regole di ciascuna piattaforma.
La soluzione che resta in azienda
I marketplace sono una vetrina in affitto; il sito è la tua casa. Con i team di Pagine Sì! realizziamo e-commerce di proprietà dell'azienda e, con email, SMS e fidelity card, aiutiamo a far tornare i clienti. Valutiamo insieme se e quali marketplace affiancare, senza forzature.